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Filippo posò il libro di storia. Durante
le vacanze estive aveva trascurato un po’
troppo i compiti e ora si trovava a dover
recuperare tutto velocemente, dato che
mancavano pochi giorni all’inizio della
scuola. Michele entrò in camera.
-Testa di rapa quanto ti manca per
finire? - gli domandò.
- Ho ancora solo centocinquanta pagine
da studiare, ma trenta sono per lo più
immagini - rispose con sarcasmo Filippo.
- Non ce la farai mai lo sai vero? - lo
rimproverò Michele.
- A costo di studiare di notte vedrai che
ci riuscirò, ci devo riuscire per forza! Chi
la sente altrimenti la prof? - ribatté Filippo.
- Magari la prossima volta conviene che
inizi prima a fare i compiti, che ne pensi?
Comunque, ricordati che dobbiamo andare
da Rupe oggi.
- È già passato un mese dall’ultima
volta che ci siamo andati? - domandò incredulo
Filippo.
- Già - disse sospirando Michele - queste
vacanze sono volate.
Filippo mise via il libro.
- Andiamo - disse al fratello.
- Ma tu devi studiare!
- Studierò stasera, promesso! Ora andiamo
- disse Filippo uscendo dalla sua
camera - ho il cervello talmente fuso che,
anche se continuassi a studiare non mi ricorderei
nulla. Ho bisogno di una pausa.
Michele lo seguì.
La grande montagna li stava aspettando.
Sapeva che sarebbero andati da lei
quel giorno, lei sapeva sempre tutto. Dolce
volpe andò incontro a Filippo che gli
accarezzò la testa. Era il loro nono incontro.
Il ragazzo ripensò alla prima volta
che la Rupe gli aveva parlato. Lei gli aveva
chiesto di ascoltare le sue storie e di
farle conoscere al mondo intero. Non era
una cosa che capitava a tutti e lui era orgoglioso
di essere stato scelto per quel
compito. Quando arrivarono al suo cospetto,
la Rupe si mosse leggermente.
- Buongiorno ragazzi, stavo giusto pensando
a quale storia raccontarvi oggi.
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